Dai cambiamenti di Facebook alla massa immensa di articoli che hanno voluto denunciare questo terribile modo di fare editoria che oh mio dio sta rovinando tutto ed è per gente come gli autori di articoli acchiappa click che l’Italia sta andando in rovina (cit.), ne abbiamo lette di cotte e di crude ma la verità è una soltanto

La funzione del titolo è quella, incuriosire il lettore per portarlo a cliccare

Il problema non sorge al titolo, al clickbaiting che può essere più o meno selvaggio, ma all’esperienza utente che viene poi.

Salvo Facebook (che giustamente vuol far sì che gli utenti rimangono il più possibile sulla sua piattaforma e quindi a volte sembra stringere i rubinetti del traffico verso l’esterno), il CTR degli annunci è sempre stato un valore rilevante ai fini del calcolo della qualità di un’inserzione: da Facebook a Google, da Adwords alla SERP.

Il problema sorge quando tu, autore che vuole tirare click al sito per farsi bello con il numero di visitatori di Google Analytics, mostri all’utente un contenuto di cui non se ne fa nulla, un sito intasato di pubblicità, impossibile da navigare e che non risponde al motivo per cui ha cliccato sul tuo post sparato su un milione di gruppi di Facebook.

Ecco, sono proprio questi i 3 punti su cui dovresti ragionare:

1. Stai offrendo la risposta alla domanda che l’autore si è posto leggendo il tuo titolo?

Che tu sia un esperto di digitale o un neofita, sarai certamente capitato in una serie di guide e tutorial che non rispondono minimamente a ciò di cui hai bisogno con informazioni scarse e generiche. Quel che devi offrire è l’ultimo articolo di cui ha bisogno il tuo lettore per capire tutto di quel che cavolo stai parlando. Devi essere chiaro, semplice e esaustivo. Non sprecare parole inutili, sii la risposta più completa alla curiosità del lettore anche se il titolo del tuo articolo è “Una terribile tragedia l’ha colpita, non potrai mai credere cosa ha fatto per lo shock”.

2. Il tuo sito è impossibile da navigare

Va bene guadagnare, va bene tirare fuori il più visite possibile per poter scalare i guadagni ma, caro autore, se hai un sito così pieno di pubblicità che sono costretto ad utilizzare Adblock nonostante ne sia contro significa che qualcosa non va. Basta con i popunder, i popup, i video a tutto schermo, gli overlay con video. Basta. Il tuo sito non dev’essere pubblicità, dev’essere un servizio. Investi in te stesso e rinuncia a qualche piccolo guadagno adesso, sul lungo periodo avrai una community così innamorata del tuo prodotto che avrai aperte opportunità commerciali tali da superare qualunque guadagno cui hai rinunciato.

3. Le aspettative: non promettere troppo e dai poco, o prometti tristezza e dai felicità

Se sei appassionato dei film della Marvel e vai a vedere Iron Man al cinema ti aspetti un film d’azione, fantastico, incredibile. Non un film romantico. Se l’utente clicca su “Non crederai mai cos’ha fatto XX YY sotto shock” non vorrà mai leggere “É andata a fare la spesa”. Se prometti tanto dal titolo devi fornire tanto, è quasi come se il visitatore ti dia fiducia e tu, per ringraziarlo, lo prendi a schiaffi sia emotivamente – non creando coerenza con le emozioni di aspettativa e risultato – sia di qualità – gli stai prima promettendo il mondo e poi gli fai vedere una fotografia di Busto Arsizio con la nebbia.

La conclusione? Nessuna.

Se tieni ai tuoi visitatori sii coerente. Non sono i titoli acchiappa click il problema né la tua capacità di farli o meno, il problema è chi ne abusa.